Veniamo al mondo immersi nelle storie come in un liquido amniotico.

Prima ancora di nascere, una piccola leggenda ci precede. Emettiamo il primo vagito e già abbiamo un personaggio cucito addosso, fatto dei desideri di nostra madre, delle aspettative di nostro padre, dei sogni dei nostri fratelli e sorelle, della loro tenerezza o rabbia. Siamo immaginati, creati. Siamo “qualcosa” prima di essere qualcuno.

Da lì in poi, ogni evento, ogni fatto, ogni episodio della nostra vita diventa una storia che come l’affluente di un fiume va ad alimentare il Grande Racconto.
Viviamo immersi in questo flusso. Ci raccontiamo storie continuamente. Li chiamiamo fatti ma sono storie, libere interpretazioni della realtà. (In questo, siamo molto più creativi di quel che pensiamo).

Dove nascono queste storie? Chi le scrive? Chi decide come devono essere? Chi ne stabilisce il tono, i colori, l’andamento? Chi crea i personaggi che interpretiamo?

Noi stessi! Per quanto comodo possa essere attribuire ad altri la colpa del Grande Dramma della nostra vita, siamo noi – soltanto noi – i responsabili della faccenda. Siamo noi – soltanto noi – gli autori e gli interpreti di questo importante, fondamentale Racconto.
Ogni vita è una storia diversa e ogni storia si può raccontare in modo diverso. Ognuno di noi dà al proprio vissuto un’interpretazione che, ironicamente, è il frutto proprio di quel vissuto.

Selezioniamo, leggiamo, interpretiamo, a volte manipoliamo i fatti del passato, e del presente, e ne facciamo un racconto. Un racconto che ha un certo stile, un certo tono, una certa ambientazione, un certo registro. Ci raccontiamo ogni giorno la nostra vita come se fosse un libro, oppure un film. Che può essere, a scelta, un horror o una commedia.

È possibile cambiarne il copione?

Certo, perché funziona come un domino: cambiamo le parole e cambieremo le emozioni, cambiamo le emozioni e cambieremo i pensieri, cambiamo i pensieri e cambieremo le azioni. In questo senso, il life coach è anche un allenatore del linguaggio.

Perciò mi definisco una “Coach della narrazione“.

Cambiando le parole, le dinamiche, i ruoli, i registri, si può diventare autori a tutto tondo del film della propria vita. Ambizioso? Molto.
Significa non delegare a nessuno l’arte di creare la propria Storia Personale.

Il primo passo è assumersi la responsabilità di quello che pensiamo, di quello che sentiamo, delle immagini che proiettiamo nella nostra mente, di quello che diciamo a noi stessi, di come comunichiamo noi stessi all’esterno.

È possibilissimo imparare a gestire tutto questo, imparando, attraverso la scrittura, ad usare le parole in modo efficace, utile, funzionale. Disporre di un linguaggio ricco e appropriato significa disporre di potenti strumenti. Le parole possono essere nostre alleate o nemiche. Possono aiutarci o impedirci di raggiungere ciò che desideriamo.
Farcele amiche ci consente di dare alla nostra realtà la forma che vogliamo; di cambiare non solo il finale della storia, ma l’intero racconto della nostra Vita.

 

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