La fine di un anno spaventoso.

Ed eccolo qui, dicembre, che ci aspetta alla fine di un anno spaventoso. Impossibile fare bilanci che non tengano conto, come in una battaglia, dei morti e dei feriti. È stato un anno (quasi un anno: dieci mesi e mezzo) di sommersi e salvati. Di chi è passato indenne e chi non ce l’ha fatta, chi ha combattuto in prima linea e chi ha fatto della propria casa una trincea. Di chi ha perso il lavoro o la vita e chi ha tratto profitto dall’emergenza. Un anno assurdo, vissuto per la maggior parte in isolamento, davanti agli schermi dei computer, come in un romanzo distopico.

Costruire una ritrovata umanità è la sfida che ci attende.

Impossibile fare bilanci alla fine di un anno del genere, fuori da tutti i parametri. Quando ne saremo fuori diremo: ti ricordi il 2020? Qualcuno piangerà, qualcuno sorriderà perché il destino con lui è stato più benevolo. Non è stato un anno lieve, non è stato un anno neutro. E andare avanti richiederà forza d’animo. Per ricostruire una “normalità” che tenga conto dei bisogni delle persone, che soddisfi esigenze umane oltre a quelle, legittime, della sicurezza sanitaria o dell’economia.

Nuovi progetti e nuovi pensieri per il mondo che verrà.

Come costruire questa nuova normalità, questa nuova umanità, sarà la sfida dei giorni che verranno. Serviranno occhi nuovi, sguardi nuovi sulla realtà, capacità di visione, perché scenari inediti richiedono uno sforzo particolare di immaginazione. Serviranno nuove energie a sostenere azioni nuove. Serviranno motivazioni nuove, perché niente è più come prima. Servirà nuovo nutrimento, per il corpo e per l’anima. Serviranno nuovi progetti e nuovi obiettivi, adatti all’anno, e al mondo, che verrà.

Costruiamoli insieme. Partendo dalle PAROLE e attingendo alle energie della NATURA. Raccontami la tua storia di rinascita. Scrivimi a tantestorie@claracaroli.com.