Impara a scrivere la tua vita come la vuoi davvero

Quando ho scelto di lasciare il mio lavoro di giornalista, circa un anno fa, mi sono sentita dire molto spesso: “Ah, e adesso cosa fai?” Alla mia risposta – “Faccio la life coach” – mi sono trovata davanti sguardi pieni di curiosità (nel migliore dei casi) e occhiatine scettiche o compassionevoli (nel peggiore). Ricordo in particolare un amico che mi disse: “La life coach, eh? Quindi insegni alla gente a vivere?” Una domanda che mi ha lasciata veramente di stucco (e mi ha confermato quanto poco la maggior parte delle persone, anche persone colte e istruite come il mio amico, sappia di questa professione). Mai, in nessun caso, un coach “insegna a vivere”: regole deontologiche grandi come case glielo impediscono. No, il life coach non è un saggio e venerabile maestro di vita. E nemmeno, contrariamente a quanto si crede, un motivatore. Non è l’aguzzino che ti batte il tempo mentre arranchi in salita o fai le flessioni. E neanche il mental guru che ti assicura che “se vuoi puoi”. Per come la vedo io, non è niente di tutto questo.

Sono molte, in effetti, le cose che un life coach non è: non è un consigliere, non è un terapeuta, non è uno psicologo, non è un amico, non è un confidente, non è un maestro, non è una guida spirituale. E altrettante le cose che un life coach non fa: non insegna (a meno che non sia un formatore di altri coach), non giudica, non guida, non indirizza, non spinge, non suggerisce, non consola, non interpreta, non dà consigli, non fa diagnosi, non prescrive cure, non fa il tifo. Non ha nemmeno opinioni!

E quindi, sento che sta arrivando la domanda, di preciso questo benedetto life coach cosa fa?

Ascolta, sostiene, supporta, affianca, nel modo più neutrale possibile, il cliente – che in termine tecnico si chiama “coachee” – nel cammino che lo porta al raggiungimento dei suoi risultati e/o alla soluzione dei suoi problemi.

Se aprite Internet trovate decine di definizioni, più o meno approvate e certificate, alcune davvero oscure e contorte, di cosa sia un life coach. Quella che considero più efficace è la seguente: il life coach è un costruttore di obiettivi. Semplice, chiaro, pulito. C’è chi costruisce case, o scarpe, il life coach costruisce obiettivi. Avere obiettivi ben costruiti – come del resto case, o scarpe – è importantissimo, perché consente di dare alla propria vita una direzione: ovvero procedere verso ciò che si vuole, evitando di perdere tempo ed energie con ciò che non si vuole.

Facile no? Mica tanto. Se fosse facile, tutti avrebbero ben chiari i propri obiettivi. Invece, nella maggior parte dei casi, le persone sanno benissimo quello che non vogliono ma hanno difficoltà a realizzare, o anche solo a decidere, quello che vogliono. Esattamente in questo sta l’importanza del lavoro del life coach. Che si chiama coach perché è effettivamente un coach, così come lo intendiamo comunemente in senso sportivo: un allenatore. Allena le persone a raggiungere il loro traguardo. E se il loro traguardo non è vincere una medaglia alle Olimpiadi o scalare l’Himalaya ma è una vita che abbia senso, piena, autentica, giusta per loro, si può tranquillamente affermare, senza apparire megalomani, che – DA-DAAN –  il life coach è un professionista che allena alla felicità.

Una bufala? No, una tecnica. Efficacissima; l’ho sperimentata personalmente. Quella che utilizza il life coach è una vera e propria arte maieutica (ricordate il vecchio Socrate?) per estrarre pensieri ed emozioni. La soluzione è già dentro la testa e il cuore di chiunque. Non resta che trovarla!

Siccome però non è una caccia al tesoro ma un serissimo percorso dentro se stessi alla ricerca di ciò che vogliamo veramente, ecco un piccolo elenco di benefici che il coaching può farci ottenere.

Un ciclo base di 5/10 sessioni serve a:

  • Fare chiarezza

  • Tenere in equilibrio i diversi settori della vita

  • Stabilire priorità

  • Operare scelte

  • Definire confini

  • Mettere a fuoco bisogni e valori

  • Prendere (e mantenere) impegni con se stessi

  • Accrescere l’autostima

  • Aumentare la fiducia in se stessi (e di conseguenza negli altri)

  • Fare ordine

  • Darsi una disciplina

  • Migliorare le relazioni

  • Costruire e realizzare obiettivi autentici

  • Allineare cervello e cuore

Niente male, no? Una sessione di coaching, che ha la durata di un’ora, un’ora e mezza, è un dialogo, un confronto, ma è soprattutto una relazione di fiducia alla pari che si stabilisce tra il coach e il suo cliente (coachee). Si chiama sessione, e non seduta, proprio perché non ha niente a che vedere con la psicologia o il counceling. Il life coach non scava nel passato, lavora esclusivamente con il presente e il futuro. Per svolgere il proprio compito, dispone di precisi strumenti: l’ascolto attivo, le domande, gli esercizi, i feedback, l’empatia.

Io uso uno strumento in più, che prendo dal mio background di giornalista e scrittrice: lo Storytelling.

Utilizzo le parole per mettere le persone in condizione di trasformare e potenziare la loro vita nel modo che desiderano.

E mi avvalgo della Natura come cornice energetica ideale per realizzare il processo nel modo più efficace ed ispirato.

Ed eccoci a quello che senz’altro ti interessa sapere: quanto costa?
Il prezzo delle sessioni varia a seconda del tipo di percorso, che concorderemo insieme dopo il primo incontro gratuito.

Una sessione standard della durata di un’ora, di persona o via Skype, ha un costo di 60 euro.
Una sessione di un’ora e mezzo con la formula “walking”, nel bosco o lungo il fiume, costa 70 euro.

In occasione del lancio del sito, propongo una PROMOZIONE valida fino al 30 Luglio 2019:

Sessione standard a 50 euro (risparmi 10 euro) e 3 sessioni a 150 euro
(risparmi 30 euro)
Sessione “walking” a 60 euro (risparmi 10 euro) e 3 sessioni a 180 euro
(risparmi 30 euro)

Vieni a provare, poi deciderai quale formula è più adatta a te.

NON VEDI L’ORA DI INIZIARE? CONTATTAMI SUBITO.