Tre domande, innanzitutto.

Alle persone che mi chiedono consigli perché hanno il desiderio di scrivere pongo subito queste tre domande:

  1. perché vuoi scrivere?
  2. che cosa vuoi scrivere?
  3. per chi lo vuoi scrivere?

La risposta alla prima domanda definisce la MISSON.

La risposta alla seconda domanda definisce il GENERE.

La risposta alla terza domanda mette a fuoco il LETTORE (ideale).

Ogni motivazione è valida.

La risposta alla prima domanda è la più importante perché contiene la tua MOTIVAZIONE.

Le motivazioni sono svariate. C’è chi vuole scrivere per (pesco da risposte reali che ho ricevuto):

  • Dimostrare che sono capace.
  • Regolare i conti con il passato.
  • Imparare ad esprimere le mie emozioni.
  • Dire quello che non sono mai riuscita/o a dire alla tal persona.
  • Creare un’identità social.
  • Pubblicare un libro.

Ogni motivazione è valida. È il motore del progetto. La benzina che alimenta questo motore sono i valori: ciò in cui credi, quello che per te è importante. Una motivazione profonda, autentica, è il punto di partenza essenziale per un percorso di scrittura. Perché risponde ad un bisogno. La soddisfazione di quel bisogno è la spinta che può portare a realizzare grandi cose. Non necessariamente scalare la classifica dei bestseller ma realizzare, appunto, cose che per te sono importanti.

“Guerra e pace” oppure un tweet?

Se la risposta alla prima domanda stabilisce qual è la tua MISSION, la risposta alla seconda – che cosa vuoi scrivere? – definisce, come abbiamo detto, il GENERE.

Dunque: che cosa vuoi scrivere? Un romanzo? Un racconto? Una raccolta di poesie? Una saga familiare? Un memoir? Un giallo? Un thriller? Una storia gotica? Una commedia romantica? Vuoi imparare a comporre una lettera? Un post su Facebook? Una storia di Instagram? Un messaggio su Whatsapp?

Lo storytelling è un’arte che offre, entro poche regole abbastanza semplici, una grandissima libertà di movimento. Qualunque sia il tuo obiettivo – scrivere “Guerra e pace” oppure un tweet – si procederà a sviluppare la storia e rendere la narrazione efficace.

La giusta direzione.

L’importanza della seconda domanda è che avere bene a fuoco quello che vuoi scrivere ti consente di procedere nella giusta direzione. Tuttavia, se non hai ancora ben chiaro l’obiettivo e vuoi solo imparare a scrivere “e poi vediamo” non c’è problema. Quel che conta, parafrasando di nuovo Tolstoj, è cominciare! 

E veniamo alla terza: per chi lo vuoi scrivere? Questa domanda dovrà accompagnarti sempre, mentre sei lì con il tuo taccuino, la tua penna stilografica, il tuo tablet o il tuo pc. Perché avere bene a mente a chi ti rivolgi è essenziale. Ho fatto la giornalista per venticinque anni, per un quotidiano (La Repubblica) e non c’è stato giorno in cui non abbia scritto il mio pezzo in funzione del Lettore.

Sono stata abbastanza chiara? Ho reso il testo comprensibile? Ho dato tutte le informazioni? Rivolgersi domande come queste significa avere in mente – mentre si scrive, o subito dopo aver scritto, prima di consegnare al proprio editore, grande o piccolo che sia – il destinatario del testo

Nei panni del Lettore.

Questo è un punto molto importante perché scrivere per se stessi e scrivere per qualcuno, che siano pochi amici o moltissimi sconosciuti, fa una enorme differenza. Una differenza di attitudine.

Esco da me stesso e mi metto nei panni dell’altro (cosa indispensabile quando si vuole raccontare). In questo caso del Lettore. Cosa posso offrirgli con il mio testo? Divertimento, pathos, conoscenza, tensione? Che tipo di relazione voglio creare con lui? Un engagement costituito da quali elementi? Fiducia? Ammirazione? Empatia? Allegria?

Una buona storia è il miglior regalo.

È chiaro il cambio di prospettiva? Non scrivo per soddisfare un mio bisogno (di dire cosa provo, cosa ho provato, cosa mi ribolle nel cuore o mi frulla nella testa) ma scrivo per soddisfare il bisogno suo, del LETTORE. E cosa vuole generalmente il lettore? Sapere cosa provo, cosa ho provato, cosa mi ribolle nel cuore o mi frulla nella testa? Generalmente no. Vuole soprattutto una cosa: UNA BUONA STORIA.

Scrivere una buona storia è il più grande regalo che possiamo fargli.

In conclusione. Qual è la migliore motivazione per te, aspirante scrittore? Avere qualcosa da dire.

A chi lo dici? E come? E perché?

Tenere sempre presenti queste domande dà al tuo progetto non solo una direzione ma un significato.

Cosa ne pensi? Raccontamelo a tantestorie@claracaroli.com.