Oggi parliamo di tempo. Anzi, di Tempo. Il concetto, l’idea. Non l’unità o l’insieme di unità; i punti e la retta. La nostra relazione con esso. Che è fatta più di spazio che di minuti. Ho trattato il tema in un post sul mio profilo Instagram come ragionamento di fine anno, lo ripropongo qui sul blog come ragionamento di inizio d’anno. Tanto si sa, la fine e l’inizio sono due parti della stessa realtà.

“Ciò che diciamo principio/ spesso è la fine, e finire/ è cominciare. La fine/ è là onde partiamo” ha scritto il poeta Thomas Stearns Eliot.

Il timing è essenziale, ma senza tormenti

Il Tempo, dunque. Quello perduto e quello ritrovato (grazie Proust). Quello che è passato, quello che ci aspetta. Quello che serve per realizzare progetti, desideri, obiettivi…

Il timing è essenziale per raggiungere i traguardi, purché l’orologio non diventi un tormento.  

Da quando, dopo anni di lavoro frenetico nei quotidiani, ho imparato a vivere con maggiore consapevolezza, a soffermarmi con attenzione e gratitudine sulle piccole cose e ad assaporare i momenti belli delle giornate, il tempo, anzi il Tempo, nella mia vita si è come dilatato.

Ho smesso di correre dietro a mille cose-da-fare e ho cominciato a rallentare, a camminare, a respirare. A fare il necessario nel tempo necessario. A compensare il minutaggio di scocciature e fatiche con quello dei momenti piacevoli. A rendere gli impegni del lavoro e della famiglia più leggeri con qualche stratagemma (che se vuoi ti svelo) e con una diversa attitudine mentale. A dare spazio e precedenza a ciò che per me ha davvero senso.

Il tessuto felice dell’esistenza

Prima le giornate fuggivano via veloci, una dopo l’altra, senza quasi lasciare traccia. Ora mi sembrano più lunghe, di sicuro sono vissute con più intensità. Con maggiore presenza.

Lasciano impressi sensazioni e ricordi: le piccole memorie semplici, quotidiane, che costituiscono il tessuto felice dell’esistenza. 

Il tempo è rimasto lo stesso, è cambiata la mia relazione con esso e la sua qualità. Ho capito che avere un rapporto soddisfacente con il tempo non significa affannarsi a fare mille cose ma creare all’interno della vita quella spaziosità che consente di godere appieno delle esperienze.

Trovi spazio per ciò che ami?

Che rapporto hai con il tempo? Riesci a sfruttarlo al meglio? O hai l’impressione di sprecarlo? O che ti sfugga via? Trovi lo spazio per per dedicarti a ciò che ami? A ciò che per te è veramente importante? Ti pare di avere troppi impegni? Come vorresti che fosse la tua giornata ideale?

A volte, più che una maggiore organizzazione o pianificazione degli impegni, è efficace cercare il senso, il proposito, la mission delle nostre giornate. Trovato il valore, tutto scorre agevolmente.

Raccontami la tua relazione con il Tempo. Scrivimi a tantestorie@claracaroli.com.