Ho cominciato a fare la giornalista subito dopo il Liceo Classico. Era il mio sogno sin da bambina, quando andavo la notte con mio padre – giornalista pure lui – nella tipografia di Tuttosport a guardare  impaginare con il piombo e l’inchiostro, a sentire il rumore delle rotative. Immagini forti, romantiche, capaci di attecchire nella fantasia di un bambino. Lavorare nel giornale era il mio sogno, scrivere la mia passione. Ho incominciato, come dicevo, subito dopo il liceo, scribacchiando su riviste di calcio e di tennis. Mi sono fatta le ossa con lo sport, come tanti altri colleghi che poi hanno preso strade diverse. La gavetta vera l’ho fatta nei quotidiani: a La Stampa e Stampa Sera, una testata che purtroppo non esiste più, nella cui redazione ho imparato moltissimo. Lì ho incontrato colleghi straordinari, veri maestri con i quali ho avuto il privilegio di lavorare. È iniziata lì, alla fine degli anni 80, la mia avventura nel settore degli spettacoli. Lì mi sono formata, ho messo le basi di quello che sarebbe diventato un percorso più che ventennale.

  Quando nell’89 Repubblica ha aperto una redazione a Torino, sono stata assunta. Appena ventitreenne, feci un colloquio con l’allora direttore, Eugenio Scalfari: fu uno dei momenti più emozionanti della mia vita. Nonostante fossi giovanissima, mi affidarono la direzione delle pagine di cultura e spettacoli dell’edizione locale. Avevo del resto maturato una buona esperienza a Stampa Sera. Ho lavorato molti anni anni come redattrice a Repubblica, poi ho interrotto l’impegno a tempo pieno per dedicarmi alla famiglia e ho ripreso in seguito come collaboratrice fissa, sempre nel mio settore di riferimento. Il rapporto con il giornale si è interrotto definitivamente cerca un anno fa. Anche le grandi storie d’amore, a un certo punto, possono finire.

   Del lavoro di giornalista, più della cronaca, mi ha sempre appassionato la ricerca di personaggi e di storie. Più il racconto del resoconto. Ho avuto la fortuna di incontrare ed intervistare persone straordinarie. L’esperienza, dal punto di vista umano, è stata ricchissima.

  La mia passione per la scrittura non poteva non trovare sbocco in un libro. Da molto tempo desideravo pubblicare un romanzo. L’ho fatto l’anno scorso, con una storia che mi ha accompagnato, incompiuta, per una lunga parentesi della mia vita, è cambiata e cresciuta con me, prima di realizzarsi compiutamente in un prodotto editoriale. Il romanzo si intitola La casa dei cuori sospesi, La Corte Editore, è uscito nel maggio del 2018 ed è reperibile nelle librerie di tutta Italia e negli store online. Ora sono al lavoro sul secondo.